Vi invito ad ascoltare il mio intervento su un tema che mi sta particolarmente a cuore
In questa intervista affronto un argomento fondamentale ma spesso dimenticato: come promuovere la giustizia e il benessere all’interno delle carceri attraverso progetti formativi innovativi.
Parlo di esperienze concrete, di possibili soluzioni e del ruolo cruciale che può avere la formazione nella rieducazione e nel reinserimento sociale delle persone detenute.
Credo fermamente che un sistema penitenziario più umano e orientato alla crescita sia possibile, e spero che queste riflessioni possano contribuire ad aprire un dialogo costruttivo.
️ Puoi ascoltare l’intervista completa oppure leggerne la trascrizione integrale qui sotto.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[00:03–00:21]
Vi siete mai chiesti come funziona all’interno di un carcere? E qual è il ruolo dello psicologo all’interno di un carcere?
Beh, oggi farò un bel po’ di domande, perché a me questo argomento mi sta molto incuriosendo.
[00:21–00:36]
E penso anche a voi che ci state seguendo dal Corriere della Sera, da YouTube, e ve lo state domandando, perché effettivamente non se ne parla mai con la giusta attenzione e informazione.
[00:36–00:48]
Quindi diamo subito il benvenuto allo psicologo, criminologo e psicoterapeuta in formazione, il dottor Lorenzo Cristilli.
Salve dottore.
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[00:48–01:04]
Salve a tutti. È un piacere essere qui con voi a Medicina Regione Lazio.
[01:04–01:19]
Allora, partiamo proprio dalle basi: chi è lo psicologo criminologo e cosa c’entra la Forense?
Il criminologo è uno psicologo con una formazione clinica che integra aspetti normativi forensi e competenze sulla personalità antisociale…
[01:19–01:38]
…che rappresenta la maggior parte della popolazione penitenziaria.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[01:38–01:41]
Che proprio non amano stare nella società, possiamo dirlo?
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[01:41–01:56]
Parzialmente corretto. Secondo il DSM-V, l’antisociale ha difficoltà a conformarsi alle norme e ha una personalità reattiva nelle relazioni.
[01:56–02:41]
Il carcere, da un punto di vista clinico, è un contenitore psicopatologico: ci sono disturbi di personalità dei tre cluster, personalità psicotiche, patologie degenerative, oncologiche…
Lo psicologo penitenziario gestisce tutte queste complessità, supervisiona, tratta e coordina.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[02:41–02:53]
Devono coesistere queste differenze cliniche per non creare altri problemi, giusto?
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[02:53–03:07]
Esattamente. Il problema è che ci sono molte patologie ma terapie poco individualizzate.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[03:08–03:32]
Fate terapia di gruppo e individuale? Come si gestisce?
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[03:32–04:10]
Sì. Ho lavorato a Rebibbia con un’équipe. Progetti ci sono, ma mancano spazi e risorse.
Dal 2008 la sanità carceraria è passata al SSN per uniformare i protocolli. Prima era gestita localmente.
[04:10–04:22]
Ogni penitenziario si arrangiava come poteva.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[04:22–04:37]
Possiamo dire che il carcere serve a contenere persone con problemi mentali?
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[04:38–05:03]
In modo tecnico, sì. Ma dovrebbe anche garantire un percorso di riabilitazione e reinserimento sociale.
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[05:12–05:33]
Il tasso di recidiva in Italia sul primo crimine è del 70%. Un detenuto su tre esce e commette lo stesso reato.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[05:33–05:45]
Ma non viene seguito da uno psicologo dopo?
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[05:45–05:59]
No. C’è discontinuità tra ciò che si fa dentro e ciò che si offre fuori. Il detenuto, una volta fuori, è lasciato solo.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[05:59–06:29]
Ha anche il “bollino addosso”, difficoltà a trovare lavoro… è come stare su un filo del rasoio. È corretto?
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[06:29–06:44]
Correttissimo. Anche se si forma o prende un diploma, fuori non riesce ad applicarlo.
[06:44–07:03]
Il carcere è una società nella società, con regole diverse. Contiene elementi economici, giuridici, sanitari e solo poi psicologici.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[07:05–07:17]
In Europa, però, la recidiva è al 20%. Da noi al 70%. È una differenza enorme.
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[07:17–07:28]
Esatto. Più della metà dei detenuti non è riabilitata.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[07:29–07:48]
Potremmo già fare progetti formativi in carcere per aiutarli?
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[07:48–08:23]
Assolutamente sì.
Segnalo il sito www.acrossitalia.it, associazione di professionisti che lavorano nel settore sanitario e giuridico.
Promuove progetti semplici ma innovativi che creano continuità tra carcere e società.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[08:24–08:55]
Sarebbe meraviglioso estendere tutto questo ovunque.
Il carcere è una spesa. Se non riabiliti, sprechi.
E il detenuto ha un debito: deve lavorare per ripagare ciò che ha ricevuto.
DOTT. LORENZO CRISTILLI
[09:10–09:26]
Sì, ma fuori il carcere non è più un’opportunità.
Deve esserci una chance concreta, non solo teorica.
CONDUTTRICE – Medicina Regione Lazio
[09:26–09:59]
Chi ci segue avrà altre domande.
Lasciamo l’email del dottor Cristilli: lorenzo90.cristilli@gmail.com
La ringrazio per essere stato con noi.
Questo era un altro appuntamento di Medicina Regione Lazio.
